Coma e Vasiliev aprono le danze

03/10/2011

Prima tappa per il Pharaons 2011 e ad aprire le danze sono Marc Coma tra le moto e Vladimir Vasiliev tra le auto. Un problema ferma “Chaleco” Lopez dopo 260 chilometri di prova speciale. La seconda tappa di domani si preannuncia molto dura con 473 chilometri di prova speciale.

TIBNIYA - Un cielo stranamente terso ha salutato questa mattina alle 8 la partenza del Pharaons Rally. Con le Piramidi di Giza a fare da sfondo il primo a partire è stato l’attuale capoclassifica del Mondiale Cross Country, Helder Rodrigues, seguito da Jakub Przygonski e da Mar Coma.

In programma una tappa per nulla facile: dopo il trasferimento iniziale per uscire dal Cairo, i piloti hanno dovuto affrontare una prova speciale piuttosto lunga, 356 chilometri, molto veloce nella prima parte, più lenta e guidata nel secondo settore che contornava l’Oasi di Baharija.

Marc Coma (KTM), vincitore lo scorso anno del suo quarto Pharaons, ha subito voluto imporre il suo ritmo infernale alla tappa e sul traguardo di Tibniya ha preceduto Jordi Viladoms (Yamaha) di poco meno di quattro minuti, mentre Jakub Przygonski, terzo all’arrivo, ha accusato un distacco dal catalano di 4’52’’.

E’ invece iniziato male il Pharaons di Chaleco Lopez (Aprilia), tornato in gara al Pharaons dopo la lunga convalescenza conseguente all’incidente di aprile in Tunisia. Il cileno ha avuto un problema con la frizione dopo circa 260 chilometri e sta attendendo il camion balai per rientrare al bivacco.

Il leader del Mondiale, Helder Rodrigues (Yamaha), si è classificato in quarta posizione a 7’13’’ da Coma, precedendo i due polacchi Marek Dabrowski (KTM) e JaceckCzachor (KTM). Ottimo settimo posto per il danese Jes Munk e ottavo per il debuttante Andrea Mancini, che ha chiuso davanti a Cesare Zacchetti e a Stefano Turchi.

Tra le auto, chi si aspettava una cavalcata solitaria da parte di Schlesser non aveva fatto i conti con il russo del Team G-Force, Vladimir Vasiliev (G-Force Proto), autore del miglior tempo anche se per soli trenta secondi davanti al vincitore dello scorso anno. La battaglia è iniziata e ne vogliono far parte anche i cechi Miroslav Zapletal/Tomas Ouredniceck (BMW), terzi al traguardo a oltre dieci minuti dal vincitore. Ottima prova per il giapponese della Toyota Jun Mitsuhashi, ex motociclista che già lo scorso anno si comportò molto bene al Pharaons. Per il russo Boris Gadasin poteva essere una grande giornata, ma ha dovuto subire un calo di potenza del suo G-Force Proto terminando in quinta posizione, davanti all’equipaggio italo-rumeno Costel Casuneanu/Maurilio Zini.

HANNO DETTO: MOTO Marc Coma: “Questa prima tappa non è stata facile, c’erano un sacco di tracce e la tappa era molto varia. La moto si è comportata benissimo e mi sono sentito bene in sella. Ho avuto qualche problema di visibilità per la polvere, comunque tutto OK.”

Jordi Viladoms: “E’ la mia prima gara dopo la caduta in Sardegna. Non ho potuto allenarmi molto e abbiamo lavorato molto sul motore dopo la Tunisia, così sono qui per cercare le massime prestazioni. Considero questa una giornata di test per vedere fin dove può arrivare il motore. Anche se dovesse rompersi, andrebbe bene ugualmente.”

Jakub Przygonski: “Sono venuto al Pharaons negli ultimi tre anni e la tappa di oggi è stata ben più difficile che nella due precedenti edizioni. C’erano molte buche e nessuno spazio per errori di navigazione. C’erano tratti con difficili pietraie, ma anche pezzi molto veloci dove ho raggiunto i 149 km/h!”

Andrea Mancini: “La mia prima volta nel deserto è stata difficile, soprattutto per la navigazione. Devo abituarmi a navigare con il CAP e soprattutto ad aspettarmi che il trip master non sia così preciso come nelle gare in Italia. Comunque spero di migliorare di giorno in giorno.”

AUTO Vladimir Vasiliev: “Ero un po’ spaventato dalla sabbia. Non pensavo che la tappa fosse così veloce, ma non ho voluto forzare per non commettere errori. Ho superato molti piloti e non è stato difficile, anche se c’era molta polvere veniva tolta dal vento.”

Jean Louis Schlesser: “E’ stata una tappa veramente dura, che richiedeva un’estrema attenzione nella navigazione. Poiché aprivamo la pista abbiamo avuto qualche dubbio in alcune situazioni. All’inizio la sabbia era molle, poi è migliorata. A parte questo, abbiamo attraversato panorami incredibili, è stato fantastico.”

Miroslav Zapletal: “Schlesser ci ha battuto per dieci minuti, ma non è un problema perché abbiamo deciso di affrontare questa prima tappa con calma, dato che abbiamo un mezzo di assistenza piccolo e non molti ricambi. La tappa è stata bella, ma molto sconnessa, era come se mi picchiassero in testa con un martello (Zapletal è stato operato alla spina dorsale dopo l’incidente alla Dakar 2010).”

Boris Gadasin: “Non sono molto felice, dato che abbiamo “perso” due cilindri nel trasferimento verso le Piramidi, così la nostra auto non aveva molta potenza. A parte questo la tappa ci è piaciuta molto.“