Joan Barreda in fuga, Schlesser nuovo leader

04/10/2012

Una giornata molto calda, come ognuna delle quattro tappe del Pharaons fin qui disputate. Per questo si parte molto presto al mattino, il sole spunta dalla sommità delle dune e il fresco della notte è ancora palpabile.

La quarta giornata del rally è stata un po' più difficile di quella di ieri, e un po' meno di quella che attende domani i «sopravvissuti». Quel che riguarda la categoria moto si riassume in un nome: Joan Barreda. Spazza via la concorrenza con estrema facilità al punto di ottenere ogni giorno risultati che i piloti KTM guardano con sguardo «cattivo». Gli addetti ai lavori ormai vedono nell'Husqvarna un pericoloso concorrente per la Casa austriaca alla prossima Dakar.

Quando Barreda vince la tappa, la terza sulle quattro disputate, si ha l'impressione che si ripeta ogni giorno nelle dichiarazioni: partito per primo, dice «Navigazione senza problemi» nessun errore come il giorno prima. Nè Jakub Przygonski, secondo e neppure Paulo Goncalves, terzo, sono riusciti a seguire la gazzella catalana, lanciata a grande velocità nell'infuocato deserto egiziano. Barreda domina ormai quasi ogni giornata, Goncalves e Przygonski si devono accontentare della lotta per la piazza d'onore.

Jordi Viladoms, quarto al traguardo, non ha forzato nelle due speciali di 214 e 248 chilometri per il dolore alle costole, conseguenza della caduta di ieri.

Pal Anders Ullevalseter ha invece rotto il cambio dopo 40 chilometri, lasciando la sua KTM nel deserto, pronta per essere caricata sul camion balai.

Franco Picco ha festeggiato male oggi il suo compleanno: è caduto perdendo per un attimo conoscenza: «Mi sono girato per controllare i miei 'pulcini' e non i sono accorto di essere su una cresta» ha dichiarato con il volto tumefatto. Ora è stato trasferito all'ospedale del Cairo per i doverosi accertamenti. Ottavo posto per Diocleziano Toia (Beta Dirt Racing), settimo in generale.

Auto: L'esperienza ha parlato... per Schlesser

Tra le auto nella quarta delle sei tappe, Jean-Louis Schlesser ha piazzato la zampata vincente. Ha vinto le due speciali alla sua maniera, nel modo che tutti i piloti gli invidiano. Al termine della tappa il pilota-costruttore ha rifilato 25'03'' a Khalifa Al Mutaiwei che ha così perso la testa della generale per 10'07''! Nulla è deciso per la vittoria finale, ma il vantaggio di Schlesser gli consente ora di controllare l'avversario degli Emirati, anche se domani dovrà aprire la pista. «Giornata eccellente» ha detto il vincitore «Molto difficile. Ho ripreso Khalifa tra le dune al chilometro 100. Poi ho dovuro aprire la pista perché il vento aveva cancellato le tracce sulla sabbia. Ho pensato molte volte di non essere sulla strada giusta, visto che la sabbia sembrava vergine. »

La giornata di Khalifa Al-Mutawei è stata rallentata da un brutto insabbiamento e da una foratura e a due tappe dal termine si ritrova nel ruolo di inseguitore. Patrick Sireyjol termina al secondo posto a quasi quindici minuti da Schlesser e davanti a Régis Delahaye che ha elencato nell'ordine i guai capitatigli oggi: «Ci siamo persi, abbiamo spalato sabbia, esitato a scegliere la pista giusta e infine toccato un buggy su una duna.» Malgrado tutto il francese mantiene la terza posizione in generale. La G-Force di Boris Gadasin sembra aver dimenticato i problemi di motore della prima tappa. Dopo due giorni si è avvicinato alle posizioni che contano. Quanto a Miroslav Zapletal (H3 Evo), ha fatto segnare il sesto tempo, il suo miglior risultato di tappa.

Per quanto riguarda il Dakar Challenge Costel Casuneau – Maurilio Zani (Mitsubishi) sono attualmente i leader della speciale classifica e sperano di mantenere la posizione fino alle piramidi e aggiudicarsi così l'iscrizione alla Dakar 2013.

Domani la quinta e penultima tappa riporterà la carovana al bivacco di Tibnyia, nei pressi dell'Oasi di Baharija : un breve trasferimento e poi una speciale di 405 chilometri.