Al Rajhi, Toia e Sonik sull’altare nella terza tappa

14/05/2015

TIBNIYA – Le Piramidi si avvicinano sempre più, con la terza tappa il Pharaons Rally 2015 ha superato il giro di boa presentando una giornata come sempre molto varia, con terreni di ogni tipo. Un’ampia boucle di 346 chilometri, 319 dei quali di prova speciale, che ha visto la vittoria di Yazeed Al Rajhi tra le auto, Diocleziano Toia tra le moto e Rafal Sonik nella categoria quad.

Sfruttando al meglio la posizione di partenza, quinto questa mattina, Yazeed Al Rajhi ha bissato il successo della prima tappa, ancora una volta davanti a Nasser Al Attiyah, ormai abbonato al secondo posto. 1’28’’ il distacco tra i due, che diventa di 3’38’’ per Erik Van Loon, finalmente autore di una tappa di alto livello. Solo quarto il vincitore di ieri, il russo Vladimir Vasilyev, comunque staccato di soli quattro minuti dal vincitore.

Emil Kneisser è stato il vincitore della T2, mentre il Polaris di Jean-Paul Van Bomen ha messo tutti in riga nella T3.

In classifica generale Nasser Al Attiyah resta al comando, con un vantaggio sceso a 2’16’’ su Yazeed Al Rajhi, mentre Vladimir Vasilyev è staccato di 5’47’’.

Tra le moto la vittoria sarebbe andata all’italiano Diocleziano Toia, per soli 48’’ sul dominatore del Pharaons, il pilota degli Emirati Mohammed Al Balooshi. Il condizionale è d’obbligo, poiché i piloti moto hanno perso tempo alla ricerca di un waypoint che era stato inserito nei loro GPS con le coordinate errate. Le decisioni in merito verranno prese dalla giuria internazionale. Il terzo posto è andato a Rafal Sonik, probabile vincitore, ovviamente, tra i quad, mentre al quarto posto troviamo il polacco Jakub Piatek che ha preceduto Juan Carlos Salvatierra.

La classifica generale, ufficiosa anch’essa, vede sempre al comando Al Balooshi con 6’39’’ su Piatek e 9’11’’ su Salvatierra. Sonik è quarto assoluto, guidando la classifica quad con quattro minuti e mezzo su Mohammed Abu Issa.

Domani la quarta tappa del Pharaons tornerà nuovamente nelle dune cattedrale di Sitra con una tappa di 457 chilometri, 343 dei quali di prova speciale.

Yazeed Al Rajhi (SAU – Toyota): “Oggi abbiamo avuto due momenti “topici” atterrando sul muso della macchina due volte. Mi fa un po’ male il collo. 100 km prima dell’arrivo abbiamo forato, ma nonostante questo abbiamo vinto la tappa. All’arrivo abbiamo realizzato che avevamo superato Malysz, ma non abbiamo visto quando è successo.”

Nasser Al Attiyah (QAT-MINI): “Dopo 80 km abbiamo superato Vasilyev e abbiamo aperto la pista: non è stato per niente facile, anche se mi ricordavo qualcosa visto che era come la tappa dell’anno scorso. A dieci chilometri dall’arrivo, ci siamo insabbiati su una collinetta e abbiamo impiegato due minuti a ripartire… Tre secondi posti fino ad ora, ma l’importante è che siamo ancora in testa.”

Erik Van Loon (NLD – Mini): “Finalmente il primo giorno perfetto! Abbiamo impiegato due tappe a trovare la messa a punto della macchina ed oggi è andata molto bene. La tappa è stata dura non solo per il mezzo ma anche per il fisico, a causa delle tante pietre, ma fortunatamente abbiamo utilizzato le sospensioni morbide. Ora possiamo considerarci in gara!”

Vladimir Vasilyev: (RUS – Mini): “E’ un dato di fatto che quando parti per primo perdi del tempo ed è quello che è accaduto oggi. In tre giorni siamo sempre stati io e Nasser a guidare la corsa, battagliamo tra noi e ogni singolo giorno è molto eccitante. Domani partiremo con una buona posizione.”

Rafal Sonik: (POL – Yamaha): “E’ stata una giornata particolare, alle volte buona alle volte pessima, una sorta di fotografia della vita. Sul mio quad uso le bib-mousse per evitare forature, ma oggi con il calore si sono gonfiate troppo e gli pneumatici erano molto duri, rendendo il quad difficile da guidare nei tratti rocciosi. Poi ho giocato un bel jolly, con un salto di due metri: sono andato dritto a una curva a causa della polvere. Fortunatamente sono atterrato in una zona soffice e non sono caduto. Se fosse stata roccia avrei distrutto il quad.”

Mohammed Al Balooshi: (ARE – KTM): “Oggi ho imparato molto da Nasser: Con la sua grande esperienza, dopo aver commesso un errore ha mantenuto freddezza e lucidità ritrovando subito la strada giusta. Ho corso una buona tappa e sono molto felice: quando vedi che ti riece bene navigare e che alla fine ottieni il risultato è un’enorme soddisfazione.”

Kuba Piatek (POL – KTM): “Dopo soli 40 chilometri di gara mi sono ritrovato ad aprire la pista, a causa dell’errore di Salvatierra. La velocità non era molto elevata, ma sono soddisfatto perché qui in Egitto sto migliorando molto le mie capacità di navigazione.”